giovedì 6 giugno 2013

mercoledì 5 giugno 2013

TURCHIA

Ecco la foto che vi dicevo:





C'ERA UN RAGAZZO CHE, COME ME, AMAVA I BEATLES E I ROLLING STONES...

Ciao ragazzi!!! Queto sotto è il link per ascoltare la canzone di Gianni Morandi sul Vietnam....e poi ho incollato il testo, anche in inglese per la gioia di qualcuno!

http://www.youtube.com/watch?v=DheR6uVi8AU



Cera un ragazzo
che come me
amava i Beatles e i Rolling Stones
girava il mondo
veniva da gli Stati Uniti dAmerica

Non era bello
ma accanto a sé
aveva mille donne se
cantava Help, Ticket to Ride,
o Lady Jane, o Yesterday,
cantava viva la Libertà
ma ricevette una lettera
La sua chitarra mi regalò
fu richiamato in America
Stop ! Coi Rolling Stones !
Stop ! Coi Beatles stop !
Mhan detto va nel Viet-nam
E spara ai Viet-cong
tatatatatatatatata

Cera un ragazzo
Che come me
amava i Beatles e i Rolling Stones
Girava il mondo e poi finì
a far la guerra nel Viet-Nam

Capelli lunghi
non porta giù
non suona la chitarra ma
uno strumento
che sempre dà
la stessa nota ta.ra.ta.ta
Non ha più amici,
non ha più fans,
vede la gente cadere giù,
nel suo paese non tornerà,
adesso è morto nel Viet-Nam.

Stop ! Coi Rolling Stones !
Stop ! Coi Beatles, stop !
Nel petto un cuore più non ha.
ma due medaglie o tre
tatatatatatata.........

°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°

There was a boy
like me
loved the Beatles and the Rolling Stones
touring the world
came from the United States Dameri

It was not nice
but beside him
had a thousand women if
Cannot Help, Ticket to Ride,
and Lady Jane, or Yesterday,
sang live Freedom
but received a letter
Gave me his guitar
was recalled in America
Stop! With the Rolling Stones!
Stop! With the Beatles stop!
Mhan said to be in Viet-nam
And shoot the Viet-cong
tatatatatatatatata

There was a boy
Like me
loved the Beatles and the Rolling Stones
Touring the world and then ended
to wage war in Viet-Nam

Long Hair
does not bring down
does not play the guitar but
an instrument
that always gives
the same note ta.ra.ta.ta
It has no more friends,
has no fans
see people fall down,
not return to his country,
now died in Viet-Nam.

Stop! With the Rolling Stones!
Stop! With the Beatles, stop!
In the breast no longer has a heart.
but two or three medals
tatatatatata ........

martedì 4 giugno 2013

COSTITUZIONE BENIGNI - VIDEO

Buongiorno! Dato che non abbiamo il collegamento con Internet a scuola....vi metto il video di Benigni qui, con il link su cui cliccare. Ascoltatelo, è molto bello e anche breve (7-8 minuti).


https://www.youtube.com/watch?v=hKXUYPz2Kvw

COSTITUZIONE COMMENTATA DA BENIGNI - TESTO

Il monologo di Roberto Benigni sulla Costituzione pubblicato dal "Fatto quotidiano"


"Il 2 giugno del 1946 ci furono le prime votazioni libere della nostra storia. Le donne hanno votato per la prima volta. Le donne e anche certi ceti sociali della popolazione. Tutta l'Italia ha votato, non potete sapere la bellezza di quel momento, che cosa è stato. Le prime votazioni libere dove si doveva scegliere tra monarchia e Repubblica, e come sapete vinse la Repubblica.
E in una seconda votazione si votò per 556 parlamentari che scrivessero, tutti uomini politici, regole per vivere insieme, altrimenti si ricadeva nella guerra civile. Si formarono questi uomini di tutti gli schieramenti politici (democristiani, comunisti, socialisti, liberali, azionisti, uomini qualunque) divisi in tutto escluso su una cosa: essere uniti. Non so cosa accadde loro. Divennero dei giganti, alcuni lo erano di già.
Ci hanno fatto volare, hanno illuminato quelle macerie e hanno detto: "Avanti, rialzatevi". Profetici. Lì dentro c'è la strada per risolvere tutti i nostri problemi. Ci hanno portato in un luogo dove si proclamava il primato della persona umana, della sua dignità, ma non fra gli ultimi, fra i primi. È una cosa impressionante questo testo, è una poesia.
Mentre la legge vieta, proibisce, la Costituzione ti protegge e ti spinge, è la nostra mamma. Una cosa di una bellezza... Tutto a favore, un sì. Avete visto i dieci comandamenti: è tutto un "no", "non desiderare quello, non fare questo". Invece la Costituzione è la legge del desiderio. Calamandrei, Dossetti, Alcide De Gasperi, uno dei più grandi statisti del mondo, Giorgio La Pira, un santo. Benedetto Croce, un filosofo che ha influenzato tutto il pensiero europeo.
Pietro Nenni, Palmiro Togliatti, Nenni, Giorgio La Malfa, Lussu, la biografia di questi era un capolavoro, Ferruccio Parri, Nilde Iotti, Angelina Merlin, ci hanno messo 18 mesi per scrivere questo. Con una lingua meravigliosa. C'era Amintore Fanfani. C'era Giulio Andreotti anche, piccolino, vabbè lui sta dappertutto, stava allo Statuto albertino, ma lo hanno visto anche dietro Mosè scrivere i dieci comandamenti. C'erano tanti presidenti della Repubblica: Einaudi, Segni, Saragat, Giovanni Leone, Pertini, Scalfaro. Alcuni di loro erano stati in galera per difendere la libertà e poi sedevano in Parlamento. L'opposto di quello che succede oggi, prima siedono in Parlamento, poi finiscono in galera.
C'è voluto veramente tutto questo amore, e tutta questa morte, per cui un giorno alcuni uomini e alcune donne potessero scrivere queste parole: il capo provvisorio dello Stato, vista la deliberazione dell'Assemblea costituente, che nella seduta del 22 dicembre 1947 ha approvato la Costituzione della Repubblica italiana (...) promulga la Costituzione della Repubblica italiana nel seguente testo. Principi fondamentali.

Articolo 1: L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione. Sentite l'articolo 4: La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società. Cioè, qualsiasi governo deve promuovere il lavoro, perché il lavoro è sacro e ogni legge che ostacola il lavoro è un sacrilegio.
Ma io dico, la bellezza: "Materiale e spirituale". Tu devi farmi stare bene, col corpo e l'anima. È inutile che mi dai tutti i diritti, la prima cosa mi devi dare il lavoro, sono le fondamenta. E riconosce a tutti questa cosa qua. Amare il proprio lavoro è la vera e concreta forma di felicità sulla terra. Quello che spetta alle future generazioni, ai futuri governi è far sì che ciascuno ami il proprio lavoro. Un sogno da Woodstock. Perché con la disoccupazione le persone non perdono solo il lavoro, perdono se stesse.
Quando non c'è lavoro si produce infelicità e perdiamo tutto. Quando ci danno la busta paga dentro non troviamo solo i soldi, quella paga non è avere è essere, essere. Quella è la cosa importante, la nostra libertà, indipendenza, dignità, la nostra vita. Loro lo sapevano, conoscevano il legame fortissimo tra il lavoro e la nostra personalità, perché il lavoro nutre l'anima e senza crolla tutto: crolla la Repubblica e crolla la democrazia, che sono il corpo e l'anima delle nostre istituzioni.

L'impianto della Costituzione sapete chi l'ha fatto? Un ragazzo pugliese che aveva 29 anni e si chiamava Aldo Moro.
Sentite l'articolo 5, qui si entra in cose tecniche, ma vale la pena, vi vorrei far presente che per gli alti incarichi gli uomini politici giurano sulla Costituzione: La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell'autonomia e del decentramento.
Rivoluzionario, spettacolare. Qui c'è il decentramento del potere. Il coraggio. L'unità d'Italia era stata fatta da poco, durante il fascismo c'erano i prefetti, dipendeva tutto dallo Stato centrale: Roma padrona veramente. Loro hanno detto: i cittadini sono maturi. Chi ha il potere non lo divide con nessuno, e loro invece si sono inventati una forma di Stato che non c'era. Lo Stato regionale. Un federalismo come Cattaneo, meraviglioso, magari venisse attuato.
Hanno dato potere alle Regioni, principio straordinario del pluralismo regionale. Hanno messo la divisione dell'Italia nell'articolo dove proclamano l'unità, guardate la bellezza. Una e indivisibile, l'hanno messa fra due virgole, come dire: si sa, non c'è bisogno di mettere il punto esclamativo. Umberto Terracini con Alcide De Gasperi, "Umberto scrivi questo articolo, scrivi: l'Italia, una e indivisibile", e Umberto: "Ma che c'è bisogno di scriverlo?". "E magari tra trenta o quarant'anni arriva qualcuno e la vuol dividere".

ARTICOLO 2
Dopo vi racconto due o tre storie. La Repubblica riconosce... (sentite i verbi, eh!) e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità. E richiede, richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale. Il nostro articolo 3 della nostra Costituzione ce l'hanno copiato in tutto il mondo. Scopiazzato. Andate a leggere: scopiazzato, fatto un po' peggio per non farsi riconoscere.
Una cosa impressionante. Sentite la poesia, sentite la bellezza. Rispetto a quello che c'era prima. I nostri babbi, nonni, padri. Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l'uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica economica e sociale del Paese.

ARTICOLO 6 La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche.
ARTICOLO 7
E state a sentire il 7. Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine indipendenti e sovrani. Sovrani, sovrani! I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti, accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale.
Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge. È grandioso, finalmente, tutte libere. Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno il diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l'ordinamento giuridico italiano. I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge in base a intese con le relative rappresentanze. Sentite: garantire pari dignità a tutti.

ARTICOLO 9. Questo fa andare al manicomio. La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e della ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della nazione.

ARTICOLO 10
Sentite il 10 che sembra chissacché. Ora qui s'apre una cosa che non avete idea. L'ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute. È lungo ma sentite che roba. La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità con le norme e i trattati internazionali. Lo straniero, al quale sia impedito nel suo Paese l'effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge. Non è ammessa l'estradizione dello straniero per reati politici.

ARTICOLO 11
Sentite questo articolo 11: questo è davvero famoso in tutto il mondo. L'Italia ripudia la guerra. Io faccio subito un applauso per la parola, eh. È famosissimo. L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli (ma sono poesie...) e come mezzo di soluzione delle controversie internazionali.
E adesso riprende l'articolo 10: consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità. Limitiamo la nostra sovranità a casa nostra. Alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia tra le nazioni. Promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

ARTICOLO 12
Allora, articolo 12. Qui rimarrete stupiti. È il mio preferito. La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano, verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni.

La Costituzione, il regalo che i padri e le madri costituenti ci hanno lasciato in eredità. Le cose regalate dobbiamo conquistarle, farle diventare nostre. Qui dentro ci sono le regole per vivere tutti insieme, in pace, lavorando. Mi permetto di dire una cosa che solo un papa o un buffone possono dire.
Domani mattina quando vi svegliate dite ai vostri figli che sta per cominciare un giorno che prima di loro non ha mai vissuto nessuno. In secondo luogo ditegli di andare a testa alta, di essere orgogliosi di appartenere a un popolo che ha scritto queste cose tra i primi nel mondo. Dei politici lo hanno scritto. Ditegli di essere orgogliosi che abbiano fiducia e speranza. Ci vuole fiducia e speranza per far entrare un figlio nella vita."

Roberto Benigni






sabato 1 giugno 2013

FESTA ISTITUTO

Complimenti per la pazienza nell'esporre ripetutamente il progetto giornalismo e per la robotica, davvero ben presentata! E poi complimenti ai "borsisti": ve lo siete meritato davvero questo riconoscimento!
Peccato che le borse fossero solo due...tutti avete lavorato, siete cresciuti, avete imparato a stare insieme. Un abbraccio forte

sabato 25 maggio 2013

D'ANNUNZIO-LA PIOGGIA NEL PINETO

....Un anticipo de "La pioggia nel pineto" di D'Annunzio, che presto leggeremo in classe.
Visto il tempo, mi sembra il momento giusto per ascoltarla. E' un esempio di come, alcuni decadentisti, rappresentavano i momenti in cui l'uomo, incantato dalla natura, si fonde con essa, entrando a farne parte.  Si chiama "panismo".
Non importa se non capite tutte le parole: il poeta e la sua donna si trovano, in estate, in una pineta, durante un acquazzone, e, incantati dal rumore della pioggia, dal profumo di erba bagnata, dall'acqua che imbeve gli alberi e loro stessi, grazie alla pioggia diventano parte della natura stessa,

domenica 19 maggio 2013

QUANDO SI DICE SENSO CIVICO...


NON E' BELLO VIVERE IN UN MONDO DOVE C'E' ANCHE QUESTA GENTE?

"Trovano portafogli con migliaia di euro
e li riconsegnano ai legittimi proprietari
Due casi simili avvenuti a poche ore di distanza, protagonisti due cittadini esemplari

VIMERCATE – Due portafogli smarriti in poche ore. E due cittadini onesti che, senza pensarci neppure un attimo, li hanno trovati e restituiti ai proprietari. Il primo caso riguarda un 75enne di Agrate Brianza: passando in una strada di campagna ai margini del paese aveva perso un portafogli che conteneva ben millecinquecento euro in contanti, oltre ai documenti. Poche ore dopo gli è arrivata una telefonata dei carabinieri di Vimercate: «Il suo portafogli è stato ritrovato, con tutto il denaro che conteneva».

LA PASSANTE - A ritrovarlo Maria Carla Levati, una signora che abita poco lontano e che giovedì pomeriggio passeggiando su quella stessa strada lo aveva notato a terra: «A dire il vero era tutto sporco, rovinato – ha raccontato la donna - credevo fosse lì da chissà quanto e non ci ho fatto caso. Pochi metri dopo però ho visto però una patente di guida, allora ho pensato di tornare indietro a vedere se per caso quel portafogli fosse stato rubato o smarrito. Ma davvero, a prima vista sembrava vuoto, pensavo di lasciarlo lì. Solo che per scrupolo ho controllato meglio e in una tasca in fondo ho trovato tante banconote da cinquanta euro. Ho pensato: "Mamma mia, se capitasse a me di perdere tutti quei soldi!", e ho deciso di portarlo ai vigili urbani. Mentre mettevo a posto la patente ho trovato un vano con altre banconote, altri cinquecento euro».

CARABINIERI - L'ufficio della Polizia locale era chiuso, così la donna è salita in auto ed è andata fino al comando di compagnia dei carabinieri a Vimercate, dove lo ha consegnato. Ed è stato proprio grazie ai documenti che gli uomini del Capitano Marco D'Aleo son risaliti in pochi minuti all'incredulo proprietario. «Devo dire la verità – ha rivelato la donna – i carabinieri son stati gentilissimi e si sono complimentati, il proprietario del portafogli mi ha telefonato e mi ha dato una ricompensa. Ma anche senza ricompensa sarei stata soddisfatta di quel che ho fatto, bisogna dimostrare noi per primi che non tutte le persone son disoneste».

IL BORSELLO - Stessa scena poche ore dopo, a Vimercate: un dipendente di una cooperativa sociale che stava aprendo una bottega di commercio equo e solidale ha visto a terra un borsello. «L'ho raccolto e ho visto tutte quelle mazzette di soldi», ha rivelato Enrico Mandelli. In quel borsello c'erano 4200 euro in contanti e assegni per 2200 euro, persi poco prima da un benzinaio che abita in zona. «Mi son guardato in giro, se per caso qualcuno li avesse persi, ma non c'era nessuno. Allora li ho portati dai carabinieri». Senza un'esitazione? «Certo, ci ho pensato, per me son quasi quattro mesi di stipendio. Ma poi uno deve anche potersi guardare allo specchio, serenamente».

Leila Codecasa
18 maggio 2013 | 16:47
Dal sito del corriere.it

sabato 18 maggio 2013

PICCOLI ARCHIMEDE LOMBARDI


DALLA JEP AD ARIA AL SOTTOMARINO ECOLOGICO
LE INVENZIONI DEI PICCOLI ARCHIMEDE
«Eureka! Funziona!», premiati i vincitori della sfida tra studenti inventori delle province di Milano, Lodi e Monza

IL SOTTOMARINO ECOLOGICO
La «super jeep» che funziona ad aria inventata dagli studenti della terza “D” della scuola elementare “Giusti e D’Assisi” di Milano. Il “sottomarino ecologico”, alimentato con palloncini d’aria e d’acqua, ideato dagli alunni della quarta “C” dell’istituto comprensivo “Sabin” di Segrate. La zattera creata con materiali di riciclo dagli allievi della quinta “B” della scuola “Strobino” di Cerro Maggiore. Eccoli i vincitori della sfida tra “baby” Archimede delle province di Milano, Lodi e Monza, che in classe non hanno soltanto costruito dei semplici giocattoli, ma progettato e realizzato delle invenzioni che miscelano fantasia e ingegno, scienza e rispetto per l’ambiente.

LA ZATTERA CREATA CON MATERIALI DI RICICLO
IL PROGETTO - Sono i bambini degli ultimi tre anni delle elementari che hanno partecipato alla prima edizione del progetto sperimentale “Eureka! Funziona!” di Federmeccanica e ministero dell’Istruzione per promuovere la creatività in ambito tecnico e tecnologico. Un’iniziativa a cui ha aderito anche Assolombarda e proprio nell’auditorium dell’associazione confindustriale di via Pantano sono stati premiati i “piccoli” inventori.
Le classi e i progetti premiati
                   
IL PROGETTO - “Eureka! Funziona! nel Milanese ha coinvolto 30 scuole elementari, 90 classi e oltre 2.000 bambini suddivisi in 480 gruppi. Ognuno con un compito: inventare un giocatolo. Come? Nel corso dell'anno scolastico le classi hanno ricevuto un kit con vari oggetti: tubi di plastica, palloncini, elastici, asticelle in legno, siringhe di plastica. E così si sono messi all’opera. Ciascun allievo ha avuto un ruolo preciso nel proprio team: chi è stato disegnatore tecnico, chi si è occupato del diario di bordo per raccontare le varie fasi di lavoro, chi ha costruito materialmente l'oggetto e chi ha ideato una campagna pubblicitaria per promuoverlo. Insomma, creatività in libertà. Le uniche due regole da seguire? Prima di tutto, prevedere la mobilità del giocattolo che deve quindi poter ruotare, aprirsi o alzarsi; in secondo luogo, vietato farsi aiutare dagli insegnanti. Dopo sei-otto settimane e 20 ore di attività ecco una galleria di prototipi, di giocatoli fai-da-te perfettamente funzionanti.

PREMIATI - E infine i tre vincitori. Ma nella cerimonia nella sede di Assolombarda a salire sul podio è stata anche la terza “C” dell’istituto “Cuoco Sassi” di Milano, per l’invenzione di uno speciale aquilone e per la sua “produzione in serie” per gli studenti della scuola. A consegnare i premi è stato Domenico Bona, presidente del gruppo metalmeccanici di Assolombarda: “Entusiasmo, passione, manualità e voglia di sperimentare sono stati gli ingredienti principali che hanno saputo mettere in campo questi bambini e i loro insegnanti. Un messaggio incoraggiante per il futuro, anche perché il settore manifatturiero resta un’eccellenza in Italia. E senza dimenticare che nelle nostre aziende, grandi e piccole, c’è fame di tecnici con competenze scientifiche e tecnologiche. Ecco perché la scuola dovrebbe puntare di più su materie. E chissà che un giorno nelle nostre imprese non ci sia spazio anche per questi piccoli Archimede”.
Paolo Marelli
17 maggio 2013 (modifica il 18 maggio 2013)
© RIPRODUZIONE RISERVATA
da Corriere.it

mercoledì 15 maggio 2013

PASCOLI - X AGOSTO

Per chi avesse voglia di cimentarsi in una vera e propria analisi letteraria di un testo poetico, ecco l'analisi del "X AGOSTO" di G.Pascoli.

sabato 20 aprile 2013

25 APRILE FESTA DELLA LIBERAZIONE


(testo liberamente rielaborato dal sito Armando.it)

Il 25 aprile in Italia è la Festa della Liberazione, si ricorda cioè l'anniversario della liberazione dal nazifascismo.
Durante la seconda guerra mondiale (1939-1945), dopo il 1943, l'Italia si ritrovò divisa in due: al nord Benito Mussolini e i Fascisti avevano costituito la Repubblica Sociale Italiana, vicina ai tedeschi e al Nazismo di Hitler, mentre al sud si formò in opposizione il governo Badoglio, in collaborazione con gli Alleati americani e inglesi.
Per combattere il dominio nazifascista si era organizzata la Resistenza, formata dai Partigiani. Questi erano uomini, donne, giovani, anziani, preti, militari, persone di diversi ceti sociali, diverse idee politiche e religiose, ma che avevano in comune la volontà di lottare personalmente, ognuno con i propri mezzi, per ottenere in patria la democrazia e il rispetto della libertà individuale e l'uguaglianza.

Il 25 aprile 1945 i Partigiani, supportati dagli Alleati, entrarono vittoriosi nelle principali città italiane, mettendo fine al tragico periodo di lutti e rovine e dando così il via al processo di liberazione dell'Italia dall'oppressione fascista.
Qualche anno dopo, dalle idee di democrazia e libertà, è nata la Costituzione Italiana.

Di seguito alcuni esempi di libri che sono ambientati e parlano del periodo della Resistenza italiana, adatti soprattutto a voi ragazzi!!! Gli autori sono stati essi stessi testimoni della Seconda Guerra Mondiale e vogliono raccontare, ognuno a suo modo, le esperienze fatte e i segni lasciati da uno dei periodi che più ha segnato il nostro Paese.

Il sentiero dei nidi di ragno - Italo Calvino
 Ambientato in Liguria, tra gli stretti vicoli di un paesino della Riviera di Ponente, durante la Resistenza.
Il protagonista è Pin, un ragazzino solo e senza guida. La sorella fa la prostituta e tra i clienti ha anche i militari tedeschi; per questo motivo Pin viene scartato e insultato. Per ripicca e per avere la considerazione degli adulti, il bambino decide di rubare la pistola all'amante della donna e di nasconderla. Questo gesto scatenerà una serie di eventi che lo porterà ad essere messo in prigione dai tedeschi e, una volta scappato, ad entrare in contatto con i gruppi di partigiani che si nascondevano tra i monti, diventandone parte integrante.

La casa in collina - Cesare Pavese
 Il libro narra le vicende di Corrado, durante l'estate del 1943, in piena Seconda Guerra Mondiale. L' uomo è un professore quarantenne che vive sulle colline antistanti Torino, non è sposato e ha due donne, madre e figlia, che si occupano di lui e dell'andamento domestico. Corrado tutte le sere si rifugia sulle colline per scampare ai bombardamenti tedeschi sulla città e, così come sfugge alla guerra, evita anche di prendersi responsabilità negli altri campi della vita. Tra i partigiani ha amici: Cate, una fiamma del passato, e il figlio di lei, probabilmente suo. Nonostante questo non si sbilancia seguendo i loro ideali e le loro azioni. La guerra incombe, i tedeschi incalzano e i suoi amici vengono arrestati, forse uccisi, ma lui fugge e per salvarsi abbandona anche il giovane ragazzo, affidatogli da Cate: niente sembra scrollarlo dalla sua vigliaccheria.
Un giorno però si imbatte per caso nella cruda uccisione di alcuni fascisti, da parte dei partigiani di zona, e tutto cambia.


sabato 6 aprile 2013

MICROCREDITO IN CONCRETO

Ecco una piccola, buona notizia che parte dall'istituzione del microcredito...una ragazza ha potuto realizzare il suo sogno, grazie ad una fondazione che ha deciso di investire sui sogni dei giovani!


http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/13_aprile_6/rubrica-citta-bene-gogol-ostello-asli-haddas-permicro-212516979390.shtml

domenica 24 marzo 2013

PARKOUR


Notizie per Andrea: visto che si inizia a parlare di parkour anche sul Corriere della Sera???



Parkour in piazza Gae Aulenti
di Marco Lottaroli - Ultimo aggiornamento: 21/03/2013-Corriere della Sera On line


Descrizione: Due ore di adrenalina allo stato puro. A dispensarla nell’avveniristica piazza Gae Aulenti, in zona Porta Nuova/Garibaldi (raggiungibile da corso Como) sabato 23 marzo, è il pomeriggio (ore 16-18) dedicato al parkour, disciplina metropolitana nata in Francia agli inizi degli anni ‘80 e arrivata successivamente anche nel nostro Paese. Milano è uno dei centri più attivi e  nell’ambito delle iniziative “Una piazza che vive” trova spazio la performance dei MilanMonkeys, gruppo parkour italiano nato nel 2006, che si esibirà in una serie di performance coinvolgendo anche il pubblico presente. Ai praticanti del parkour viene richiesto un allenamento costante e particolare accompagnato ad una grande prontezza di riflessi indispensabile per spostarsi, nel modo più veloce, con salti e balzi acrobatici, efficienti e sicuri, da un punto all’altro, superando ostacoli come muretti, ringhiere e gradoni. Il MilanMonkeys (scimmie metropolitane) promuove periodici training day e corsi (outdoor e indoor) attraverso l’Asd Milano Parkour di propedeutica al parkour (età da 12 anni in su). Ore 16-18. Sito: www.milanmonkeys.com.

giovedì 21 marzo 2013

DAL DIARIO DI MALALA PRIMA DELL'ATTENTATO



Andare a scuola sfidando i talebani Diario di Malala, ragazzina pachistana
Corriere della Sera - articolo di Viviana Mazza

Malala Yousafzai è la ragazzina attaccata ieri all’uscita della scuola nel distretto di Swat, nel nord del Pakistan. Ecco alcuni stralci del diario che l’ha resa famosa, scritto per la BBC nel 2009 all’età di 11 anni sotto pseudonimo. Intanto fonti ospedaliere affermano che l’operazione per rimuovere il proiettile che l’ha colpita alla testa dovrebbe essere riuscita, e le condizioni della ragazzina, date ieri per “gravi”, sono ora stabili.  

Sabato 3 gennaio: “Ho paura”

Ho fatto un sogno terribile ieri, con gli elicotteri militari e i talebani.  Faccio questi incubi dall’inizio dell’operazione dell’esercito a Swat. Mia madre mi ha preparato la colazione, e sono andata a scuola. Avevo paura di andare perché i talebani hanno emanato un editto che proibisce a tutte le ragazze di frequentare la scuola.

Solo 11 compagne su 27 sono venute in classe. Il numero è diminuito a causa dell’editto dei talebani. Per la stessa ragione, le mie tre amiche sono partite per Peshawar, Lahore e Rawalpindi con le famiglie.

Mentre tornavo a casa, ho sentito un uomo che diceva “Ti ucciderò”. Ho affrettato il passo, guardandomi alle spalle per vedere se mi seguiva. Ma con grande sollievo mi sono resa conto che parlava al cellulare. Minacciava qualcun altro.


Domenica 4 gennaio: “Devo andare a scuola” 
Oggi è vacanza, e mi sono svegliata tardi, alle 10 circa. Ho sentito mio padre che parlava di altri tre cadaveri trovati a Green Chowk (al valico). Mi sono sentita male sentendo questa notizia. Prima del lancio dell’operazione militare, andavamo spesso a Marghazar, Fiza Ghat e Kanju per il picnic della domenica. Ma ora la situazione è tale che da un anno e mezzo non facciamo più un picnic.
Andavamo sempre anche a passeggiare dopo cena, ma adesso torniamo a casa prima del tramonto. Oggi ho aiutato un po’ in casa, ho fatto i compiti e ho giocato con mio fratello. Ma il mio cuore batteva forte — perché devo andare a scuola domani.



Lunedì 5 gennaio: “Non indossare vestiti colorati” 

Mi stavo preparando per la scuola e stavo per indossare la divisa, quando mi sono ricordata di ciò che il preside ci ha detto: “Non indossate le divise, e venite a scuola in abiti normali”. Perciò ho deciso di mettermi il mio vestito rosa preferito. Anche altre ragazze indossavano abiti colorati, per cui c’era un clima molto casalingo in classe.

Una mia amica è venuta a chiedermi: “Dio mio, dimmi la verità, la nostra scuola sarà attaccata dai talebani?”. Durante l’assemblea del mattino, ci è stato detto di non indossare più vestiti colorati, perché i talebani sono contrari.

Dopo pranzo, a casa, ho studiato ancora un po’, e poi la sera ho acceso la tv. Ho sentito che a Shakarda viene rimosso il coprifuoco che era stato imposto 15 giorni fa. Sono contenta perché la nostra insegnante di inglese vive nella zona e adesso forse riuscirà a venire a scuola.



Mercoledì 7 gennaio: “Né spari né paura” 

Sono stata a Bunair in vacanza per Muharram (una festività musulmana). Adoro Bunair per via delle sue montagne e dei suoi rigogliosi campi verdi. La mia Swat è anch’essa molto bella, ma non c’è pace. Ma a Bunair c’è pace e tranquillità. Non ci sono spari né paura. Siamo molto felici.

Oggi sono stata al mausoleo di Pir Baba e c’era tanta gente, loro erano lì per pregare, noi per un’escursione. C’erano negozi che vendevano bracciali, orecchini e bigiotteria. Ho pensato di comprare qualcosa, ma niente mi ha colpito particolarmente, mentre mia madre ha comprato degli orecchini e dei bracciali.



Mercoledì 14 gennaio: “Potrebbe essere l’ultima volta che vado a scuola”

Ero di cattivo umore sulla strada della scuola, perché le vacanze invernali cominciano domani. Il preside ha annunciato quando iniziano le vacanze, ma non ha detto quando la scuola riaprirà. E’ la prima volta che succede.

In passato, la data di riapertura veniva sempre annunciata chiaramente. Il preside non ci ha detto perché non l’abbia fatto, stavolta, ma io credo che  i talebani abbiano annunciato che l’editto contro l’istruzione femminile entrerà in vigore ufficialmente a partire dal 15 gennaio.

Stavolta le ragazze non sono così entusiaste di andare in vacanza, perché sanno che, se i talebani applicano l’editto, non potremo mai più andare a scuola. Alcune compagne erano ottimiste e dicevano che certamente la scuola riaprirà a febbraio, ma altre mi hanno confidato che i genitori hanno deciso di lasciare Swat e di trasferirsi in altre città per il bene della loro istruzione.

Visto che oggi era l’ultimo giorno di scuola, abbiamo deciso di giocare nel cortile un po’ più a lungo. Io credo che la scuola un giorno riaprirà, ma mentre tornavo a casa ho guardato l’edificio pensando che potrei non tornarci mai più.



Giovedì 15 gennaio: “Il suono dell’artiglieria riempie la notte”

Il rumore del fuoco dell’artiglieria riempiva la notte, e mi ha svegliata tre volte. Ma dal momento che non c’è scuola, mi sono alzata più tardi, alle 10 del mattino. Poi è venuta a casa la mia amica e abbiamo parlato dei compiti.
Oggi è il 15 gennaio, è l’ultimo giorno prima che entri in vigore l’editto talebano, e la mia amica continuava a parlare dei compiti, come se non stesse accadendo niente al di fuori dell’ordinario.

Oggi ho anche letto il diario che ho scritto per la BBC (in urdu) e che è stato pubblicato sul giornale. A mia madre piace il mio pseudonimo “Gul Makai”, e ha detto a mio padre “perché non cambiamo il suo nome e la chiamiamo Gul Makai?” Anche a me piace perché il mio vero nome vuol dire “addolorata”.

Mio padre dice che alcuni giorni fa qualcuno gli ha mostrati una copia di questo diario dicendo quanto sia fantastico. Papà ha sorriso, ma non poteva nemmeno dire che l’autrice è sua figlia.

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FOTO DI MALALA

Foto di Malala (riferite all'articolo nel post precedente)


MALALA TORNA A SCUOLA DOPO UN ATTACCO TALEBANO


Il primo giorno di scuola di Malala (dalla rivista Vanity Fair)
La ragazzina pakistana, sopravvissuta a un attentato talebano, ritorna sui banchi dopo l'operazione alla testa
di Francesca Bussi

Il giorno più importante della sua vita. Così Malala Yousafzai, la quindicenne pakistana aggredita dai talebani perché difendeva i diritti delle donne, ha descritto il suo ritorno a scuola. Settimane dopo aver lasciato l'ospedale inglese, dove le hanno estratto le pallottole che le avevano sparato alla testa e le hanno ricostruito il cranio, è tornata tra i banchi, a Birmingham.

Per lei, che nel suo Paese si batteva per il diritto di tutte le bambine allo studio, è una gioia incredibile. «Sono così eccitata, oggi ho realizzato il mio sogno. Voglio che tutte le ragazze del mondo abbiano questa opportunità», ha spiegato Malala, che quest'anno è tra i candidati al Nobel per la pace.

Zaino rosa in spalla, accompagnata dal papà Ziauddin, ha cominciato la Edgbaston High School, un liceo al femminile poco distante dall'ospedale: «Mi mancano tanto le compagne di scuola che avevo in Pakistan, ma non vedo l'ora di farmi nuovi amici qui a Birmingham».

A ottobre, i talebani avevano pensato di uccidere Malala, e dare così un esempio a tutte le altre ragazze «troppo moderne». Mentre aspettava un autobus per andare a scuola, nella valle di Swat, l’inferno di cui ha raccontato le crudeltà in un diario per la Bbc che nel 2009 l’ha resa famosa a soli 11 anni, l'hanno crivellata di colpi. Perché difendeva i diritti dei minori, delle bambine, e denunciava gli estremisti islamici. 

Ma lei è sopravvissuta, e, anche se oggi è costretta a vivere lontano da casa sua, ha vinto. Perché è diventata una testimonianza vivente che è giusto non solo sognare, ma trasformare quei sogni in realtà.

martedì 19 marzo 2013

giovedì 7 marzo 2013

IN KASHMIR TROPPO FREDDO: STRAGE DI CAPRE


Da un articolo del Corriere on line di oggi…a proposito del Kashmir (nella regione indiana) e delle sue capre e pecore…


“KASHMIR: TROPPO FREDDO, STRAGE DI CAPRE DI LANA PASHMINA”

L’inverno peggiore da 50 anni: troppa neve. Altri 175 mila animali in pericolo di vita
Capre di razza changthangi
L’inverno peggiore degli ultimi cinquant’anni, con temperature al di sotto delle medie stagionali anche per una zona dove in genere si raggiungono i -25 gradi, sta facendo strage di capre changthangi sull’Himalaya, mettendo così a rischio non solo la produzione della lana cachemire (ricavata dal sottovello del collo) con cui si fanno le pashmine (dalla parola persiana pashm che significa appunto «lana», ma anche la sopravvivenza della popolazione dei Drokba, i nomadi del Ladakh che vivono da sempre proprio grazie alla vendita del pregiatissimo filato.
ALLARME - A dare l’allarme è stato Spalbar, presidente del governo autonomo della regione. Quasi 25 mila capre sono morte di fame nel Changthang, al confine con Cina e Tibet, a causa della troppa neve caduta durante l’inverno, che ha sepolto il foraggio sotto una coltre di 90 centimetri e che impedisce tuttora l’accesso via terra alla regione. I contatti con i pastori nomadi sono possibili solo attraverso i telefoni satellitari ci si mette una settimana per raggiungere un’area limitrofa, da cui è possibile vedere centinaia di capre pashmina morte per terra».
AIUTI - Stando a stime approssimative, altre 175 mila capre che vivono nell’inospitale regione del Changthang (un arido deserto a 5.200 metri di altezza, con inverni rigidissimi ed estati senza un goccio di pioggia), come pure 100 mila fra pecore, mucche e yak, sarebbero ora in pericolo di vita, ma a sentire ancora Spalbar, le autorità locali non sembrano intenzionate a muovere un dito. «Ho scritto personalmente al governo provinciale della regione affinché provvedesse a inviare aerei che paracadutassero foraggio e integratori alimentari agli animali superstiti, come era avvenuto già nell’autunno scorso, ma non ho ancora ricevuto risposta e ora siamo totalmente impotenti di fronte a quanto sta accedendo».
DANNI - Impossibile per ora quantificare i danni subiti dalla comunità, ma saranno ingentissimi «perché i pastori basano tutto il loro sostentamento sulle capre e quindi per loro è come perdere il lavoro», con inevitabili ripercussioni sulla produzione della pregiata lana. Non a caso già da qualche anno i tessitori del Kashmir hanno iniziato a importare lana pashmina dalla Cina e dalla Mongolia per soddisfare la crescente domanda di scialli e coperte ricavate dal vello delle capre changthangi, mentre il 9 marzo di un anno fa gli scienziati della Sher-e-Kashmir University of Agricultural Sciences and Technology di Srinagar, la principale città del Kashmir, avevano stupito il mondo annunciando la nascita di Noori («Luce» in arabo), prima capra pashmina clonata, assicurando un secondo esemplare entro il 2013.
Simona Marchetti  6 marzo 2013 | 13:22© RIPRODUZIONE RISERVATA

mercoledì 27 febbraio 2013

LUCIANA LITTIZZETTO E IL MONOLOGO CONTRO IL FEMMINICIDIO

Stiamo parlando spesso di femminicidi, e questo monologo di Luciana Littizzetto, tenuto a Sanremo il giorno di San Valentino, ne parla in modo semplice e incisivo.