domenica 19 maggio 2013
QUANDO SI DICE SENSO CIVICO...
NON E' BELLO VIVERE IN UN MONDO DOVE C'E' ANCHE QUESTA GENTE?
"Trovano portafogli con migliaia di euro
e li riconsegnano ai legittimi proprietari
Due casi simili avvenuti a poche ore di distanza, protagonisti due cittadini esemplari
VIMERCATE – Due portafogli smarriti in poche ore. E due cittadini onesti che, senza pensarci neppure un attimo, li hanno trovati e restituiti ai proprietari. Il primo caso riguarda un 75enne di Agrate Brianza: passando in una strada di campagna ai margini del paese aveva perso un portafogli che conteneva ben millecinquecento euro in contanti, oltre ai documenti. Poche ore dopo gli è arrivata una telefonata dei carabinieri di Vimercate: «Il suo portafogli è stato ritrovato, con tutto il denaro che conteneva».
LA PASSANTE - A ritrovarlo Maria Carla Levati, una signora che abita poco lontano e che giovedì pomeriggio passeggiando su quella stessa strada lo aveva notato a terra: «A dire il vero era tutto sporco, rovinato – ha raccontato la donna - credevo fosse lì da chissà quanto e non ci ho fatto caso. Pochi metri dopo però ho visto però una patente di guida, allora ho pensato di tornare indietro a vedere se per caso quel portafogli fosse stato rubato o smarrito. Ma davvero, a prima vista sembrava vuoto, pensavo di lasciarlo lì. Solo che per scrupolo ho controllato meglio e in una tasca in fondo ho trovato tante banconote da cinquanta euro. Ho pensato: "Mamma mia, se capitasse a me di perdere tutti quei soldi!", e ho deciso di portarlo ai vigili urbani. Mentre mettevo a posto la patente ho trovato un vano con altre banconote, altri cinquecento euro».
CARABINIERI - L'ufficio della Polizia locale era chiuso, così la donna è salita in auto ed è andata fino al comando di compagnia dei carabinieri a Vimercate, dove lo ha consegnato. Ed è stato proprio grazie ai documenti che gli uomini del Capitano Marco D'Aleo son risaliti in pochi minuti all'incredulo proprietario. «Devo dire la verità – ha rivelato la donna – i carabinieri son stati gentilissimi e si sono complimentati, il proprietario del portafogli mi ha telefonato e mi ha dato una ricompensa. Ma anche senza ricompensa sarei stata soddisfatta di quel che ho fatto, bisogna dimostrare noi per primi che non tutte le persone son disoneste».
IL BORSELLO - Stessa scena poche ore dopo, a Vimercate: un dipendente di una cooperativa sociale che stava aprendo una bottega di commercio equo e solidale ha visto a terra un borsello. «L'ho raccolto e ho visto tutte quelle mazzette di soldi», ha rivelato Enrico Mandelli. In quel borsello c'erano 4200 euro in contanti e assegni per 2200 euro, persi poco prima da un benzinaio che abita in zona. «Mi son guardato in giro, se per caso qualcuno li avesse persi, ma non c'era nessuno. Allora li ho portati dai carabinieri». Senza un'esitazione? «Certo, ci ho pensato, per me son quasi quattro mesi di stipendio. Ma poi uno deve anche potersi guardare allo specchio, serenamente».
Leila Codecasa
18 maggio 2013 | 16:47
Dal sito del corriere.it
sabato 18 maggio 2013
PICCOLI ARCHIMEDE LOMBARDI
DALLA JEP AD ARIA AL SOTTOMARINO ECOLOGICO
LE INVENZIONI DEI PICCOLI ARCHIMEDE
«Eureka! Funziona!», premiati i vincitori della sfida tra studenti inventori delle province di Milano, Lodi e Monza
IL SOTTOMARINO ECOLOGICO
La «super jeep» che funziona ad aria inventata dagli studenti della terza “D” della scuola elementare “Giusti e D’Assisi” di Milano. Il “sottomarino ecologico”, alimentato con palloncini d’aria e d’acqua, ideato dagli alunni della quarta “C” dell’istituto comprensivo “Sabin” di Segrate. La zattera creata con materiali di riciclo dagli allievi della quinta “B” della scuola “Strobino” di Cerro Maggiore. Eccoli i vincitori della sfida tra “baby” Archimede delle province di Milano, Lodi e Monza, che in classe non hanno soltanto costruito dei semplici giocattoli, ma progettato e realizzato delle invenzioni che miscelano fantasia e ingegno, scienza e rispetto per l’ambiente.
LA ZATTERA CREATA CON MATERIALI DI RICICLO
IL PROGETTO - Sono i bambini degli ultimi tre anni delle elementari che hanno partecipato alla prima edizione del progetto sperimentale “Eureka! Funziona!” di Federmeccanica e ministero dell’Istruzione per promuovere la creatività in ambito tecnico e tecnologico. Un’iniziativa a cui ha aderito anche Assolombarda e proprio nell’auditorium dell’associazione confindustriale di via Pantano sono stati premiati i “piccoli” inventori.
Le classi e i progetti premiati
IL PROGETTO - “Eureka! Funziona! nel Milanese ha coinvolto 30 scuole elementari, 90 classi e oltre 2.000 bambini suddivisi in 480 gruppi. Ognuno con un compito: inventare un giocatolo. Come? Nel corso dell'anno scolastico le classi hanno ricevuto un kit con vari oggetti: tubi di plastica, palloncini, elastici, asticelle in legno, siringhe di plastica. E così si sono messi all’opera. Ciascun allievo ha avuto un ruolo preciso nel proprio team: chi è stato disegnatore tecnico, chi si è occupato del diario di bordo per raccontare le varie fasi di lavoro, chi ha costruito materialmente l'oggetto e chi ha ideato una campagna pubblicitaria per promuoverlo. Insomma, creatività in libertà. Le uniche due regole da seguire? Prima di tutto, prevedere la mobilità del giocattolo che deve quindi poter ruotare, aprirsi o alzarsi; in secondo luogo, vietato farsi aiutare dagli insegnanti. Dopo sei-otto settimane e 20 ore di attività ecco una galleria di prototipi, di giocatoli fai-da-te perfettamente funzionanti.
PREMIATI - E infine i tre vincitori. Ma nella cerimonia nella sede di Assolombarda a salire sul podio è stata anche la terza “C” dell’istituto “Cuoco Sassi” di Milano, per l’invenzione di uno speciale aquilone e per la sua “produzione in serie” per gli studenti della scuola. A consegnare i premi è stato Domenico Bona, presidente del gruppo metalmeccanici di Assolombarda: “Entusiasmo, passione, manualità e voglia di sperimentare sono stati gli ingredienti principali che hanno saputo mettere in campo questi bambini e i loro insegnanti. Un messaggio incoraggiante per il futuro, anche perché il settore manifatturiero resta un’eccellenza in Italia. E senza dimenticare che nelle nostre aziende, grandi e piccole, c’è fame di tecnici con competenze scientifiche e tecnologiche. Ecco perché la scuola dovrebbe puntare di più su materie. E chissà che un giorno nelle nostre imprese non ci sia spazio anche per questi piccoli Archimede”.
Paolo Marelli
17 maggio 2013 (modifica il 18 maggio 2013)
© RIPRODUZIONE RISERVATA
da Corriere.it
mercoledì 15 maggio 2013
PASCOLI - X AGOSTO
Per chi avesse voglia di cimentarsi in una vera e propria analisi letteraria di un testo poetico, ecco l'analisi del "X AGOSTO" di G.Pascoli.
sabato 20 aprile 2013
25 APRILE FESTA DELLA LIBERAZIONE
(testo liberamente rielaborato dal sito Armando.it)
Il 25 aprile in Italia è la Festa della Liberazione, si ricorda cioè l'anniversario della liberazione dal nazifascismo.
Durante la seconda guerra mondiale (1939-1945), dopo il 1943, l'Italia si ritrovò divisa in due: al nord Benito Mussolini e i Fascisti avevano costituito la Repubblica Sociale Italiana, vicina ai tedeschi e al Nazismo di Hitler, mentre al sud si formò in opposizione il governo Badoglio, in collaborazione con gli Alleati americani e inglesi.
Per combattere il dominio nazifascista si era organizzata la Resistenza, formata dai Partigiani. Questi erano uomini, donne, giovani, anziani, preti, militari, persone di diversi ceti sociali, diverse idee politiche e religiose, ma che avevano in comune la volontà di lottare personalmente, ognuno con i propri mezzi, per ottenere in patria la democrazia e il rispetto della libertà individuale e l'uguaglianza.
Il 25 aprile 1945 i Partigiani, supportati dagli Alleati, entrarono vittoriosi nelle principali città italiane, mettendo fine al tragico periodo di lutti e rovine e dando così il via al processo di liberazione dell'Italia dall'oppressione fascista.
Qualche anno dopo, dalle idee di democrazia e libertà, è nata la Costituzione Italiana.
Di seguito alcuni esempi di libri che sono ambientati e parlano del periodo della Resistenza italiana, adatti soprattutto a voi ragazzi!!! Gli autori sono stati essi stessi testimoni della Seconda Guerra Mondiale e vogliono raccontare, ognuno a suo modo, le esperienze fatte e i segni lasciati da uno dei periodi che più ha segnato il nostro Paese.
Il sentiero dei nidi di ragno - Italo Calvino
Ambientato in Liguria, tra gli stretti vicoli di un paesino della Riviera di Ponente, durante la Resistenza.
Il protagonista è Pin, un ragazzino solo e senza guida. La sorella fa la prostituta e tra i clienti ha anche i militari tedeschi; per questo motivo Pin viene scartato e insultato. Per ripicca e per avere la considerazione degli adulti, il bambino decide di rubare la pistola all'amante della donna e di nasconderla. Questo gesto scatenerà una serie di eventi che lo porterà ad essere messo in prigione dai tedeschi e, una volta scappato, ad entrare in contatto con i gruppi di partigiani che si nascondevano tra i monti, diventandone parte integrante.
La casa in collina - Cesare Pavese
Il libro narra le vicende di Corrado, durante l'estate del 1943, in piena Seconda Guerra Mondiale. L' uomo è un professore quarantenne che vive sulle colline antistanti Torino, non è sposato e ha due donne, madre e figlia, che si occupano di lui e dell'andamento domestico. Corrado tutte le sere si rifugia sulle colline per scampare ai bombardamenti tedeschi sulla città e, così come sfugge alla guerra, evita anche di prendersi responsabilità negli altri campi della vita. Tra i partigiani ha amici: Cate, una fiamma del passato, e il figlio di lei, probabilmente suo. Nonostante questo non si sbilancia seguendo i loro ideali e le loro azioni. La guerra incombe, i tedeschi incalzano e i suoi amici vengono arrestati, forse uccisi, ma lui fugge e per salvarsi abbandona anche il giovane ragazzo, affidatogli da Cate: niente sembra scrollarlo dalla sua vigliaccheria.
Un giorno però si imbatte per caso nella cruda uccisione di alcuni fascisti, da parte dei partigiani di zona, e tutto cambia.
sabato 6 aprile 2013
MICROCREDITO IN CONCRETO
Ecco una piccola, buona notizia che parte dall'istituzione del microcredito...una ragazza ha potuto realizzare il suo sogno, grazie ad una fondazione che ha deciso di investire sui sogni dei giovani!
http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/13_aprile_6/rubrica-citta-bene-gogol-ostello-asli-haddas-permicro-212516979390.shtml
http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/13_aprile_6/rubrica-citta-bene-gogol-ostello-asli-haddas-permicro-212516979390.shtml
domenica 24 marzo 2013
PARKOUR
Notizie per Andrea: visto che si inizia a parlare di parkour anche sul Corriere della Sera???
Parkour in piazza Gae Aulenti
di Marco Lottaroli - Ultimo aggiornamento: 21/03/2013-Corriere della Sera On line
Descrizione: Due ore di adrenalina allo stato puro. A dispensarla nell’avveniristica piazza Gae Aulenti, in zona Porta Nuova/Garibaldi (raggiungibile da corso Como) sabato 23 marzo, è il pomeriggio (ore 16-18) dedicato al parkour, disciplina metropolitana nata in Francia agli inizi degli anni ‘80 e arrivata successivamente anche nel nostro Paese. Milano è uno dei centri più attivi e nell’ambito delle iniziative “Una piazza che vive” trova spazio la performance dei MilanMonkeys, gruppo parkour italiano nato nel 2006, che si esibirà in una serie di performance coinvolgendo anche il pubblico presente. Ai praticanti del parkour viene richiesto un allenamento costante e particolare accompagnato ad una grande prontezza di riflessi indispensabile per spostarsi, nel modo più veloce, con salti e balzi acrobatici, efficienti e sicuri, da un punto all’altro, superando ostacoli come muretti, ringhiere e gradoni. Il MilanMonkeys (scimmie metropolitane) promuove periodici training day e corsi (outdoor e indoor) attraverso l’Asd Milano Parkour di propedeutica al parkour (età da 12 anni in su). Ore 16-18. Sito: www.milanmonkeys.com.
giovedì 21 marzo 2013
DAL DIARIO DI MALALA PRIMA DELL'ATTENTATO
Andare a scuola sfidando i talebani Diario di Malala, ragazzina pachistana
Corriere della Sera - articolo di Viviana Mazza
Malala Yousafzai è la ragazzina attaccata ieri all’uscita della scuola nel distretto di Swat, nel nord del Pakistan. Ecco alcuni stralci del diario che l’ha resa famosa, scritto per la BBC nel 2009 all’età di 11 anni sotto pseudonimo. Intanto fonti ospedaliere affermano che l’operazione per rimuovere il proiettile che l’ha colpita alla testa dovrebbe essere riuscita, e le condizioni della ragazzina, date ieri per “gravi”, sono ora stabili.
Sabato 3 gennaio: “Ho paura”
Ho fatto un sogno terribile ieri, con gli elicotteri militari e i talebani. Faccio questi incubi dall’inizio dell’operazione dell’esercito a Swat. Mia madre mi ha preparato la colazione, e sono andata a scuola. Avevo paura di andare perché i talebani hanno emanato un editto che proibisce a tutte le ragazze di frequentare la scuola.
Solo 11 compagne su 27 sono venute in classe. Il numero è diminuito a causa dell’editto dei talebani. Per la stessa ragione, le mie tre amiche sono partite per Peshawar, Lahore e Rawalpindi con le famiglie.
Mentre tornavo a casa, ho sentito un uomo che diceva “Ti ucciderò”. Ho affrettato il passo, guardandomi alle spalle per vedere se mi seguiva. Ma con grande sollievo mi sono resa conto che parlava al cellulare. Minacciava qualcun altro.
Domenica 4 gennaio: “Devo andare a scuola”
Oggi è vacanza, e mi sono svegliata tardi, alle 10 circa. Ho sentito mio padre che parlava di altri tre cadaveri trovati a Green Chowk (al valico). Mi sono sentita male sentendo questa notizia. Prima del lancio dell’operazione militare, andavamo spesso a Marghazar, Fiza Ghat e Kanju per il picnic della domenica. Ma ora la situazione è tale che da un anno e mezzo non facciamo più un picnic.
Andavamo sempre anche a passeggiare dopo cena, ma adesso torniamo a casa prima del tramonto. Oggi ho aiutato un po’ in casa, ho fatto i compiti e ho giocato con mio fratello. Ma il mio cuore batteva forte — perché devo andare a scuola domani.
Lunedì 5 gennaio: “Non indossare vestiti colorati”
Mi stavo preparando per la scuola e stavo per indossare la divisa, quando mi sono ricordata di ciò che il preside ci ha detto: “Non indossate le divise, e venite a scuola in abiti normali”. Perciò ho deciso di mettermi il mio vestito rosa preferito. Anche altre ragazze indossavano abiti colorati, per cui c’era un clima molto casalingo in classe.
Una mia amica è venuta a chiedermi: “Dio mio, dimmi la verità, la nostra scuola sarà attaccata dai talebani?”. Durante l’assemblea del mattino, ci è stato detto di non indossare più vestiti colorati, perché i talebani sono contrari.
Dopo pranzo, a casa, ho studiato ancora un po’, e poi la sera ho acceso la tv. Ho sentito che a Shakarda viene rimosso il coprifuoco che era stato imposto 15 giorni fa. Sono contenta perché la nostra insegnante di inglese vive nella zona e adesso forse riuscirà a venire a scuola.
Mercoledì 7 gennaio: “Né spari né paura”
Sono stata a Bunair in vacanza per Muharram (una festività musulmana). Adoro Bunair per via delle sue montagne e dei suoi rigogliosi campi verdi. La mia Swat è anch’essa molto bella, ma non c’è pace. Ma a Bunair c’è pace e tranquillità. Non ci sono spari né paura. Siamo molto felici.
Oggi sono stata al mausoleo di Pir Baba e c’era tanta gente, loro erano lì per pregare, noi per un’escursione. C’erano negozi che vendevano bracciali, orecchini e bigiotteria. Ho pensato di comprare qualcosa, ma niente mi ha colpito particolarmente, mentre mia madre ha comprato degli orecchini e dei bracciali.
Mercoledì 14 gennaio: “Potrebbe essere l’ultima volta che vado a scuola”
Ero di cattivo umore sulla strada della scuola, perché le vacanze invernali cominciano domani. Il preside ha annunciato quando iniziano le vacanze, ma non ha detto quando la scuola riaprirà. E’ la prima volta che succede.
In passato, la data di riapertura veniva sempre annunciata chiaramente. Il preside non ci ha detto perché non l’abbia fatto, stavolta, ma io credo che i talebani abbiano annunciato che l’editto contro l’istruzione femminile entrerà in vigore ufficialmente a partire dal 15 gennaio.
Stavolta le ragazze non sono così entusiaste di andare in vacanza, perché sanno che, se i talebani applicano l’editto, non potremo mai più andare a scuola. Alcune compagne erano ottimiste e dicevano che certamente la scuola riaprirà a febbraio, ma altre mi hanno confidato che i genitori hanno deciso di lasciare Swat e di trasferirsi in altre città per il bene della loro istruzione.
Visto che oggi era l’ultimo giorno di scuola, abbiamo deciso di giocare nel cortile un po’ più a lungo. Io credo che la scuola un giorno riaprirà, ma mentre tornavo a casa ho guardato l’edificio pensando che potrei non tornarci mai più.
Giovedì 15 gennaio: “Il suono dell’artiglieria riempie la notte”
Il rumore del fuoco dell’artiglieria riempiva la notte, e mi ha svegliata tre volte. Ma dal momento che non c’è scuola, mi sono alzata più tardi, alle 10 del mattino. Poi è venuta a casa la mia amica e abbiamo parlato dei compiti.
Oggi è il 15 gennaio, è l’ultimo giorno prima che entri in vigore l’editto talebano, e la mia amica continuava a parlare dei compiti, come se non stesse accadendo niente al di fuori dell’ordinario.
Oggi ho anche letto il diario che ho scritto per la BBC (in urdu) e che è stato pubblicato sul giornale. A mia madre piace il mio pseudonimo “Gul Makai”, e ha detto a mio padre “perché non cambiamo il suo nome e la chiamiamo Gul Makai?” Anche a me piace perché il mio vero nome vuol dire “addolorata”.
Mio padre dice che alcuni giorni fa qualcuno gli ha mostrati una copia di questo diario dicendo quanto sia fantastico. Papà ha sorriso, ma non poteva nemmeno dire che l’autrice è sua figlia.
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